Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2004 è stato dichiarato lo stato di emergenza socio-economico-ambientale relativo ai canali portuali di grande navigazione della laguna di Venezia; al decreto ha fatto seguito l'Ordinanza PCM n° 3383, che ha individuato nel Segretario per l'Ambiente e Lavori Pubblici della Regione Veneto, ing. Roberto Casarin, il Commissario Delegato per rimuovere le cause che hanno condotto all'emergenza.
L'ormai inderogabile decisione è stata generata dall'ordinanza della Capitaneria di Porto di Venezia del 19 marzo 2004, che aveva ridotto il pescaggio utile per le navi in transito nel Canale Malamocco-Marghera da 31'06'' (9,60m) a 30' (9,14m).
Tale riduzione ha comportato una pesante decremento
del traffico mercantile: stime dell'Autorità Portuale portano a considerare una diminuzione di 50.000 TEU's (tonnellate equivalenti unitarie) su base annua, secondo il confronto dei dati del 2003 e del 2004.
La situazione particolare di Porto Marghera, che vede sovrapporsi problematiche di tipo ambientale con quelle di tipo socio-economico aveva costretto varie istituzioni locali, l'autorità Portuale e la stessa Regione Veneto a richiedere la dichiarazione di stato di emergenza e la nomina di un Commissario per la sua soluzione.
La necessità di riduzione del pescaggio è stata causata dalla diminuzione della profondità del canale: infatti, a partire dal 2001, sono stati sospesi i lavori di ripristino dei fondali dei canali e le necessarie manutenzioni periodiche per eliminare gli effetti del fenomeno di interrimento naturale che riguarda tutti i canali lagunari.
L'impossibilità di procedere ad interventi manutentivi, in particolare lungo il canale Malamocco-Marghera negli anni 2002-2003, che non ha consentito di porre rimedio al progressivo interrimento della via d'acqua e ha portato al suo declassamento, è stata causata principalmente dalla mancanza di siti per il conferimento dei sedimenti di tipo B Prot'93 (che sono la maggioranza sia nell'ambito lagunare nel suo complesso che nei canali di navigazione), in secondo luogo dall'impossibilità di riutilizzare sedimenti "oltre A" per la ricostruzione di barene ed, infine, dall'esaurimento della capacità residua dell'unico sito disponibile per i sedimenti entro colonna C Prot.'93, cioè l'Isola delle Tresse.
A ciò si è aggiunta la difficoltà di gestione, dati i quantitativi e le caratteristiche di contaminazione, dei sedimenti risultanti oltre colonna C Prot'93, provenienti soprattutto dai canali all'interno della zona industriale, destinati ad impianti di gestione di rifiuti.
Mappa dei canali di competenza del Commissario Delegato [Formato JPG, 1,62 MB].
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